L'unione di carni, insaccati e verdure sono tipiche dell'area di cultura celtica che ha lasciato il suo retaggio anche gastronomico nella Gallia Cisalpina, l'attuale Lombardia, nella plaga Occitanica del Sud Est francese, nella Galizia, dove si trova la caoeûla, la potée e il pote gallego.
Pietro Verri annota nella sua "Storia di Milano", riferendosi alle usanze dellXI secolo, che " quando le campagne avevano bisogno di pioggia si poneva una grande caldaia sul fuoco in sito aperto e vi sifacevano bollire legumi, carni salate ed altri commestibili; poi si mangiava e spruzzavansi d'acqua i circostanti".
La grafia della cassoeûla varia in casoeûla o cazzoeûla per indicare il piatto tipico della cucina milanese che, nel tempo ha subito variazioni sul tema delle carni e insaccati cotti lungamente con le verze gelate ma non brinate che si disfano al calore invece di conservare la croccantezza del giorno dopo quando i buongustai apprezzano nella pienezza dei sapori del piatto tipico del tardo autunno e dell'inverno lombardo.
Ottorina Perna Bozzi lo considera un piatto rituale dedicato a S. Antonio, festeggiato il 17 gennaio quando " el mazzô" abbatteva il maiale e ne lavorava le carni; la scrittrice milanese propone la sua ricetta fra le innumerevoli citate in tutti i testi più o meno autorevoli:
600 grammi di costine di maiale (costaiooeul); qualche cotica di maiale fresca; un piedino di maiale; 300 grammi di " salamitt di verz" (salsiccia legata in piccoli tronchetti) ; carote, sedano, cipolle bionde; una verza 20 grammi di burro.
Far rosolare la cipollina affettata nel burro, aggiungere le cotiche fresche passate prima alla fiamma per resarle bene e il piedino di maiale spaccato a metà, farli insaporire e coprire di brodo, salare e lasciar cuocere l'ntamente finchè l'acqua si è asciugata. Aggiungere le costine di maiale, farle insaporire cuocendole per mezz'ora, unire sedano e caroteaffettate e quando anche queste sono cotte aggiungere la verza a foglie dopo averla lavata e aver tolte le coste più grosse e dure. D'inverno la verza cuoce in 20 minuti, ma se è gelata, va messa in pentola prima, almeno per 45 minuti.
La cazzoeula deve essere umida, ma non troppo bagnata, ossia "la gh'ha de vess tachenta e minga sbrodolada e sbrodolenta" come si dice a Milano. Se nvece fosse troppo acquosa, scolare il sugo, farlo restingere a parte e aggiungere poi l'insieme facendola cuocere ancora per qualche minuto.