Fra Bonvesin da la Riva che sta in borgo Legnano, delle cortesie da tavola qui vi parla senza indugio; delle cinquanta cortesie che sono da osservarsi a tavola fra Bonvesin da la Riva vi parla ora senz'altro.
La prima è questa, quando vai a tavola, pensa prima di tutto al povero bisognoso: perché quando tu nutri un povero, tu nutri il tuo Pastore, che nutrirà te dopo la morte nella dolcezza eterna.
L'altra (IV) è: prima di prendere il cibo preparato, fa in modo che esso sia benedetto da te o da uno maggiore di te: è troppo ingordo e villano e pecca contro Cristo chi non si cura degli altri né benedice il proprio piatto.
La (XLIX) cortesia seguente è: quando hai finito di mangiare, fa sì che Gesù Cristo ne sia glorificato. Colui che riceve un servizio da chi gli vuole bene, se non lo ringrazia, è irriconoscente.
I cibi, che componevano i vari servizi, numerosi e particolari, tendevano a mettere in mostra con sprechi ed ecatombe di animali la ricchezza dell'anfitrione. In molti casi, seguendo le abitudini romane, si servivano porci e vitelli interi. Le carni erano tagliate sulla tavola e sotto gli occhi degli altri invitati dal commensale di rango più elevato: per un cavaliere era quasi un dovere ben apprendere l'arte di scalcare i cibi.
Uno dei servizi più spettacolari, comune a molti di essi: genericamente detto «del pavone», ci è descritto ed esaltato dai poeti del tempo. I1 nobile uccello, alimento per eccellenza di prodi ed amanti, veniva servito intero con membra e penne a molti banchetti in onore di re, principi e cavalieri. Invece di spennare il pavone, lo si scorticava con tutte le piume e gli si tagliavano le zampe.
Il popolo si accontentava di scodelle di legno o di coccio per i cibi liquidi " a cena marito e moglie mangiavano in un solo piatto, uno o due bicchieri bastavano per un'intera famiglia" Riccobaldo Ferrarese Historia Rerum Italicarum XIII secolo
Lastre di legno o di metallo sulle quali si adagiava una fetta di pane, quand'era impregnata di sughi, veniva mangiata oppure data come elemosina ai poveri. I signori disponevano di vasellame d'argento e d'oro
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