Cortesie 4
powered by FreeFind

Norme di comportamento

La terza cortesia è: non essere troppo sollecito a prendere posto a tavola senza permesso; se qualcuno t'invita a nozze, prima di sederti non fare i tuoi comodi in modo da dover poi essere scacciato

La quínta cortesía: siedi a tavola come si conviene, cortese, gentile, allegro e di buon umore e vivace; non devi stare pensieroso né corrucciato né sdraiato né con le gambe incrociate né storto né appoggiato.

La sesta cortesia, quando si sta bene di salute, è: non appoggiarsi sulla tavola imbandita. Chi si appoggia alla tavola, costui non è cortese, quando vi appoggia i gomiti o vi tiene le braccia distese.

L'ottava cortesia è, che Dio ci dia prosperità, non riempire troppo la bocca e non mangiare troppo in fretta; I'ingordo che mangia in fretta, che mangia riempiendo la bocca, se venisse interpellato, faticherebbe a rispondere.

La nona cortesia è parlare poco e badare a ciò che si è intrapreso: poiché mentre si mangia, se si parla troppo, sovente si possono lasciar sfuggire briciole dalla bocca.

La decima cortesia è: quando hai sete, prima inghiotti il cibo, pulisci la bocca, e bevi. L'ingordo che beve in fretta, prima di aver deglutito, infastidisce l'altro che beve insieme a lui.

La quindicesima è questa: anche se arriva qualcuno, non alzarti da tavola, se non per un motivo importante. Finché mangi a tavola non è lecito muoversi neppure per far convenevoli con quelli che sopraggiungono.

La diciannovesima cortesia è questa: non biasimare i cibi quando partecipi ai banchetti, ma dì che sono tutti buoni. Ho già trovato molti uomini con questa caffiva abitudine, che dicono: «Questo è mal cotto» o «Questo è mal salato».

E la ventesima è questa: bada al tuo piatto; non guardare in quello altrui se non per imparare. L'inserviente deve sorvegliare dovunque che non manchi nulla, ma se egli (guardasse e) non servisse, allora sarebbe un villanzone.

La ventunesima è questa: non mettere sottosopra le vivande mescolando per esempio carne o uova o un cibo simile. Chi rimesta e brancica i cibi sul tagliere scegliendo (i bocconi migliori) è villano e infastidisce il vicino di tavola.

L'altra (XXIV) è: non mettere da parte davanti al tuo vicino né vassoio né scodella, a meno che non ci sia un mohvo particolare. Se tu vuoi metterti da parte piatto e scodella, mettilo dalla tua parte, mai in mezzo.

L'altra (XXV) è: chi stesse mangiando insieme con donne a un tagliere, deve tagliare la carne per sé e per loro. L'uomo deve essere più premuroso, sollecito e servizievole di quanto non deve essere, secondo le regole, la donna che è riservata.

La ventiseiesima: ispirati a gran gentilezza quando il buon amico mangia alla tua mensa. Se tagli carne o pesce o altre buone pietanze, glieli devi scegliere piuttosto dalla parte migliore.

L'altra (XXVII) che segue è questa: non devi invitare con insistenza l'amico tuo ospite a bere e a mangiare; devi ricevere l'amico con i dovuti modi e fargli buona accoglienza e dargli da mangiare e da bere in abbondanza e rallegrarlo di buongrado.

La ventottesima: quando mangia accanto a te un uomo importante, astieniti dal mangiare mentre egli beve. Quando mangi accanto a un vescovo, finché egli beve dalla coppa, attieniti ai giusti modi non masticare.

La trentaseiesima cortesia: se devi parlare, non parlare a bocca piena. Chi parla e chi risponde prima di vuotare la bocca, a stento potrebbe arh'colare qualcosa.

La trentottesima è questa: non raccontare storie tristi affinché coloro che ti stanno accanto non mangino di mala voglia. Fin tanto che gli altri mangiano non raccontare storie angosciose, ma taci oppure parla di cose allegre.

L'altra (XXXIX) che segue è questa: se mangi con qualcuno, non parlare forte e non far nascere liti, quand'anche tu avessi ragione. Se qualcuno dei tuoi eccedesse, lascia correre fino ad un momento opportuno, in modo che coloro che sono con te non siano turbati.

L'altra (LX) è: se ti coglie il dolore per qualche acciacco, cela più che puoi la tua necessità. Se non ti senti bene a tavola, non mostrare la tua sofferenza, non angustiare coloro che mangiano con te.

L'altra (XLII) è: se porti scodelle a tavola per servire, devi tenere il pollice sull'orlo della scodella. Se afferri le scodelle con il pollice sull'orlo, le puoi appoggiare senza che nessuno ti aiuti.

La quarantaquattresima è, chi vuol sentire: non devi riempire troppo piatti, scodelle e bicchieri. Deve esservi modo e misura in ogni cosa: chi eccedesse, non darebbe prova di cortesia.

L'altra (XLVII) che segue è questa: se ti è vicino l'amico, finché egli è a tavola, serviti contemporaneamente a lui. Se tu dovessi sospendere di mangiare non essendo ancora sazio, forse anche quello per scrupolo smefferebbe.

Durante il banchetto i convitati ritiravano dal piatto principale gli alimenti solidi opportunamente tagliati, prendendoli delicatamente con tre dita e badando di non immergere nella salsa altro che le estremità
L'ordine dei vari servizi era il seguente: dopo le zuppe, venivano i pesci, poi le carni arrostite; seguivano i piatti di mezzo, che rappresentavano la parte più interessante e «colorata» del banchetto, ove i cuochi facevano sfoggio di tutta la loro valentia; poi si servivano i «dessert„ (frutta e confetture) e, a chiusura del pasto, l'«hyppocras» accompagnato con cialde e altri dolci. I convitati si lavavano nuovamente le mani; recitavano la preghiera del «ringraziamento» per il pasto appena terminato e, levandosi in piedi, ricevevano dai valletti una coppa di vino speziato e da un dignitario le spezie e le frutta candite, tratte dalla bomboniera del padrone di casa.

I regali ai banchettanti spaziavano dai levrieri con collari di seta, ai falconi con cappucci di velluto e perle; dagli sparvieri alle armature con lance e selle ornate d'argento smaltato; dalle «pezze di broccato d'oro e di seta», ai fiaschi d'argento; e ancora «coppie di cavalli, elmi d'acciaio fra i quali due guerniti d'argento dorato, tabarri di velluto con bottoni e fiocchi d'oro, un giubbone coperto di perle, un mantello foderato d'ermellino, un fermaglio, un rubino, un diamante, una perla, quattro bellissimi cinti smaltati».

>> pagina successiva >>

 
 

Argomenti correlati

 

 

Iscrivetevi alla newsletter !!

riconosciMI - il quiz della Credenza su Milano

Milano che non va - proteste a fin di bene

 
Creazione :11/2006
Ultimo agg. :11/2006