I cibi liquidi e le bevande erano loro servite in scodelle e coppe comuni ad almeno due persone che, a turno, le avvicinavano alla bocca. L'educazione voleva che prima di questa operazione ci si pulisse la bocca con la tovaglia leggera; che non si bevesse a bocca piena e che la coppa fosse vuotata in un ;olo colpo.
E l'undicesima è questa: non porgere la coppa all'altro, quando egli stesso la può raggiungere, a meno che non te lo chieda. Ciascuno a tavola prenda la coppa quando vuole, e quando ha bevuto, la deve appoggiare in pace.
La dodicesima è questa: quando devi ricevere la coppa, prendila con due mani e puliscih bene la bocca. Con una sola mano non si può afferrarla bene: per non rovesciare il vino, bevi sempre con due mani
La tredicesima è questa: anche se non vuoi bere, se qualcuno ti porge la coppa, devi accettarla sempre; una volta che l'hai presa, la puoi subito mettere via, o passarla a qualcun'altro che ti è vicino.
L'altra (XIV) che segue è questa: quando partecipi ai conviti anche se c'è in tavola del buon vino, stai affento a non ubriacarti. Chi si ubriaca stoltamente, in tre maniere fa danno egli nuoce al corpo e all'anima, e perde il vino che spreca.
L'altra (XXIX) che viene è questa: se è vicino un uomo importante, non devi bere contemporaneamente a lui bensì devi lasciarlo finire. Chi fosse vicino ad un vescovo, fino a quando questi non abbia bevuto, non deve aLare il bicchiere, altrimenti gli commefferebbe scortesia.
Dopo questa viene quest'altra (XXXVII): finché il vicino di tavola avrà il bicchiere alle labbra, non interpellarlo; se proprio lo vuoi interpellare, di questo ti avviso, non importunarlo, dagli il tempo di finire di bere.
La quarantatreesima è: se porgi la coppa, non toccare mai la sommità del bicchiere con il pollice. Afferra il bicchiere da sotto e porgilo con una mano: chi lo tiene in un altro modo può essere detto villano.
A1 termine del banchetto era costume brindare ad alcuni presenti: costoro, alla moda greca, durante il brindisi dovevano assentire con cenni di compia-cimento e in seguito raccontare un brano di epica, recitare una poesia d'amore o cantare una canzone.
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