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I vocabolari

milanese – italiano e italiano – milanese

Quando affrontiamo il discorso dei vocabolari dobbiamo parlare di due fasi diverse, una successiva all’altra, non solo perché ci sono i vocabolari milanese - italiano e italiano - milanese, ma perché i due
tipi di vocabolari in questione rispondono a due esigenze storico-temporali differenti: mentre fino a un certo periodo (prima degli anni ‘20) il milanese era la prima lingua e c’era la necessità di sapere come si traduceva in italiano un termine milanese, successivamente, a causa di una politica persecutoria operata dal fascismo nei confronti di tutte le lingue locali, compreso il milanese, fino ad arrivare alle ondate migratorie del secondo dopoguerra, dove con l’avvento di popolazioni lontane che parlavano lingue diverse e incomprensibili, nasceva la necessità di una comprensione globale, l’italiano diventava prima lingua, mentre il milanese, ostacolato anche da un ostracismo e, nel migliore dei casi, indifferenza, delle varie etnie quasi esclusivamente meridionali, regrediva al ruolo di lingua secondaria e marginale, a differenza di altri più fortunati luoghi, etnicamente più forti ed omogenei, dove l’italiano stenta ad affermarsi come prima lingua.

I vocabolari milanese – italiano

Il primo glossario milanese spetta a un toscano, Benedetto Dei (1418-1492), ed è impressionante vedere come molti termini di circa sei secoli fa, siano pressoché identici:

espressione riscontrata nel Dei
milanese Cherubini
traduzione
laciett(i)
laccètt
animelle
mascarpin
maschera
ricotta
riggiuò
pan de rosgioeu
pan di cruschello
lac in brohh(a)
lacc in bròcca
latte fresco
le brugnie verdde
i brugn verd
le prugne verdi
çuchoria
zuccòria
cicoria
magiostre
magioster
fragole
pinciruò
pinciroeu
chicco d'uva
raffiuò
ravioeu
ravioli
ghambugi
gambus
cavolo cappuccio
bagiane
basgiann
fave

Il secondo dizionario che si conosca è di Giovanni Capis (ca. 1550-1610): è il Varon Milanes e risale al 1606. In esso troviamo elencate 570 parole milanesi, ognuna con il suo etimo che vien fatto derivare dal latino o dal greco. Questo lavoro prende il nome da Varrone reatino, il primo che tentò di fare un vocabolario in latino.
Per avere un altro vocabolario dobbiamo aspettare più di due secoli, grazie a Francesco Cherubini, il quale concepì e realizzò il più monumentale lavoro in questo campo, attuale in molti casi anche oggi, a più di un secolo e mezzo di distanza.
Ha tentato di fare un primo dizionario nel 1814 (un paio di volumi, circa 8000 parole), ma pubblicò il suo capolavoro in cinque volumi nel 1839. Questa fatica comprende 20000/25000 voci: se teniamo presente che il prof. Comoletti, avendo a disposizione il computer e non i mezzi del Cherubini, ha impiegato 4 anni per 2000/2500 voci, cioè 1/10 di questo lavoro, ci rendiamo conto della straordinarietà dell’impresa, accentuata dal fatto che, a differenza dei vocabolari di oggi, questi volumi non sono solo un elenco di nomi, ma una vera e propria enciclopedia, perché raccoglie notizie interessanti di agronomia, mestieri antichi, aneddoti personali e non, tutte notizie impensabili nei dizionari di oggi. Senza contare che l’80% dei termini è in uso ancora oggi.
Eugenio Cappelletti è l’autore di un lavoro particolare, il primo dizionario trilingue che si conosca: è il Vocabolario milanese-italiano-francese, dove, ad esempio, possiamo trovare Magióstra. Fragola. Fraise., una fatica risalente al 1848.
Del 1857 è il vocabolario di Giuseppe Banfi, mentre nel 1891 il Ministero della Pubblica Istruzione bandisce un concorso di dizionari dialettali: per Milano concorrono Cletto Arrighi (pseudonimo di Carlo Righetti) e Francesco Angiolini, che arriveranno entrambi secondi.
I loro vocabolari, pubblicati rispettivamente nel 1896 e nel 1897, sono stati i primi a introdurre un repertorio “italiano-milanese”. Il primo non è niente di particolare, il secondo invece si sforza di aggiungere parole “moderne” (elettricità,…), ma ha un limite: ha troppi accenti, in alcune parole ne troviamo addirittura tre, il che genera confusione.

 
 

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Creazione :10/2006
Ultimo agg. :10/2006