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Carlo Porta

Carlo Porta: la sua epoca, la sua vita la sua produzione letteraria e la sua poetica

La Milano del Porta

l'epoca : Dopo il regno illuminato di Maria Teresa, Milano stava vivendo i suoi momenti migliori: fiorivano le arti, le scienze e le lettere, ma anche nuove realizzazioni sociali ed edilizie.1764: pubblicazione Dei delitti e delle pene (C. Beccaria)1766: fondazione del pio Albergo Trivulzio e Osservatorio di Brera1768. installazione Archivio Civico1769: abolizione Tribunale dell’Inquisizione1771: installazione Archivio Notarile (per ordine di Maria Teresa)1772: costruzione Teatro della Canobiana (oggi: Lirico)1773: istituzione della Biblioteca di Brera, della Camera di Commercio e innalzamento della “Madonnina” sulla guglia maggiore del Duomo1776: istituzione della Accademia di Belle Arti1778: inaugurazione Teatro alla Scala

note biografiche : 15/06/1775: da Giuseppe Porta (ragioniere, cassiere della tesoreria dello Stato e amministratore di aziende private – Chiesa di san Pietro in Gessate, di San Simpliciano e del collegio di Brera ) e da Violante Gottieri nascono Gaspare, Baldassarre e Carlo Antonio Melchiorre Filippo

letture : I paroll d'on lenguagg...

L’infanzia e gli anni giovanili

Situazione politica : Nel 1792, con Milano ancora in mani asburgiche, muore Leopoldo II (che era succeduto due anni prima al fratello Giuseppe II), che aveva portato avanti un programma di riforme e moderato gli aspetti più dispotici del predecessore. Gli succede il figlio Francesco II, convinto assertore dell’assolutismo, molto più della nonna Maria Teresa, morta nel 1780. Centralismo burocratico condito con un sistema poliziesco repressivo e negazione di qualsiasi benché minima concessione autonomista sono gli ingredienti della sua politica che fanno guardare ai milanesi con profonda simpatia alle vicende della vicina Francia.

Situazione socio- economica Dal punto di vista economico questi anni sono caratterizzati da una pausa per il progresso sociale e economico, con forti pressioni fiscali per sostenere le ingenti spese belliche delle guerre contro la Francia.

Situazione culturale Culturalmente, la città continua a essere una fucina vivace di intelletti, idee e ideologie libertarie provenienti d’oltralpe, cui anche Carlo Porta non ha potuto restare indifferente. Il governo asburgico ha aggravato la sua politica fiscale, mentre le truppe napoleoniche premono ai confini; il 9 maggio 1796, il governatore di Milano arciduca Ferdinando istituisce una giunta di governo e si ritira. Il 14 maggio il generale Masséna e il 15 maggio Napoleone entrano trionfalmente in Milano. La giunta austriaca viene abolita e sostituita da una “amministrazione generale di Lombardia”, economicamente più “pesante” della precedente, causando subito tumulti e disordini, con la creazione di opposte fazioni.
Il 9 luglio 1797 Napoleone inaugura la Repubblica Cisalpina, mentre l’Austria stringe alleanze con gli altri stati europei nemici di Napoleone; già si parla di un suo ritorno imminente a Milano.

Note biografiche : Porta viene avviato agli studi religiosi che abbandonerà presto per andare, nel 1791, a Augusta per apprendere le pratiche mercantili e il tedesco, dove invece bighellonerà; nel 1792 farà dunque ritorno a Milano, dedicando, per più di un lustro, la maggior parte del proprio tempo all’ozio e alle prime inclinazioni politiche e artistiche.Il suo coinvolgimento al rinnovamento politico milanese, anche se non si può definire proprio attivo, è inevitabile. E uno dei mezzi per diffondere gli ideali repubblicani senza incorrere nelle ire della polizia austriaca sembra essere il teatro.Verso il 1795, insieme al suo amico Giuseppe Bernardoni, fonda una compagnia di attori dilettanti per recitare drammi a sfondo patriottico o di contenuto sociale, con sede il teatrino all’interno del collegio Longone, dove vengono rappresentati, con successo, un Guglielmo Tell riveduto dal Porta e la Virginia dell’Alfieri. Dopo aver cambiato sede (la chiesa sconsacrata dei Santi Cosma e Damiano alla Scala), ne cercano una definitiva e più adeguata. Con la vendita delle campane della ex chiesa e attraverso una pubblica sottoscrizione, danno incarico al Piermarini di costruire un nuovo teatro, che verrà battezzato “Teatro Patriottico”, oggi Teatro dei Filodrammatici.Tuttavia, per non compromettere il suo futuro a causa di una attività teatrale, eccessivamente “impegnata” socialmente e politicamente, Porta lascia ancora la città, meta questa volta Venezia.

la poetica e il carattere : Già in questi anni si evidenzia un lato peculiare del carattere del Porta: prendere posizione senza “farsi male”: come in futuro “sparerà” sui francesi (Paracarr) quando se ne stavano andando, o esalterà le lodi dell’autonomia (Che Tocaj, che Alicant, che Sciampagn) all’interno di un brindisi in onore del nuovo venuto, così farà il patriota usando il teatro, così da non rischiare.Così come, fin dagli esordi adolescenziali, la sua vena poetica aveva intrapreso la strada dell’ironia e della satira, in ugual misura la sua arte teatrale si indirizza di preferenza alle parti comiche. Anche nel contesto di opere drammatiche, infatti, dispensare buonumore sembra più adeguato al suo carattere e al suo spirito, sostanzialmente ameni e arguti. Dal lato del carattere, se negli anni giovanili l’imperativo era «vivere alla grande», ora la vivacità portiana viene con efficacia diretta verso il gradimento di un più vasto pubblico, cercando di provocare il sorriso degli spettatori, ma anche di farli riflettere sugli squilibri e sulle ingiustizie della società del tempo.

letture : El lava piatt del Meneghin ch’è mort

 

 
 

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Creazione :10/2006
Ultimo agg. :10/2006