Newsletter Antica Credenza di Sant'Ambrogio, via Rivoli 4 Milano

Anno 2 - Numero 25

Conferenza del 5/02

Nella prossima conferenza, che si terrà Martedì 5 febbraio, Raffaele Nobile ci illustrerà "la musica nella tradizione popolare lombarda".
Un'interessante percorso fra storia e attualità delle nostre canzoni.

I quiz di RiconosciMI

Molti ormai conoscono i quiz della sezione "riconosciMI", l'area dedicata in cui si può conoscere Milano passando qualche minuto sfidando intuito e conoscenza.
Per chi non li avesse mai provati, può controllare la propria abilità, oltre che la conoscenza della città
Per accerede, cliccate qui

Speciale San Biagio (3 febbraio)

Fra tradizione e leggenda, nell'approssimarsi della festa di San Biagio , che si festeggia il 3 febbraio, pubblichiamo quanto scrivono Giovanna Falcone e Franco Fava nel libro" il panettone ed altri dolci milanesi " edito da Libreria Milanese - Vimercate 1999.

Di quest'antica e suggestiva tradizione a noi sono giunti due importanti elementi: la credenza del potere taumaturgico dei resti del "pangrande" consumato a tale, e lo stesso "pangrande " in veste di panettone.
Il giorno di san Biagio, ancora alcuni anni fa (ma ancor oggi, mi dicono, 1'usanza è praticata nelle famiglie di provata ambrosianità), si soleva aprire la giornata mangiando un pezzetto del panettone tenuto da arte dal giorno di Natale, per "benedire" la gola. Un antico adagio infatti ricorda che " el dì de san Bias se benedis la gola e el nas ". anche in memoria del santo e aveva miracolosamente guarito un bambino, a cui s'era ficcata in gola una spina di pesce. La tradizione ai giorni nostri si è modificata in ossequio ai dettami consumismo, per cui, abbandonata l'usanza di conservare nel cassetto una fetta di panettone, si è pensato i mettere in vendita intorno a san Biagio due panettoni al prezzo di uno; l'uso s' è ormai consolidato in tutt'Italia, ma pochi ne conoscono le ragioni.

La leggenda: Una fetta di panettone terapeutica

Sul finire del pranzo natalizio toccava quasi sempre a una di quelle angeliche creature che non mancano nemmeno oggi nelle famiglie patriarcali: zia, sorella, cognata del padrone o della padrona di casa, silenziose vestali delle tradizioni domestiche, prime nel sacrificio, ultime nel godimento, la briga di mettere da parte, con aria di mistero, una fetta di panettone. E poiché sembrava la fetta più grossa, i convitati insorgevano: "Golosa, golosa!". Era tal novità poterla accusare di egoismo, che tuttli vi si accanivano. Ma bastava dicesse: "Mi ringrazierete a san Biagio!, perché le proteste si cambiassero in applausi. Qualcuno però scrollava la testa. Possibile che resistessero tanto certe ubbìe? Altri ricordavano invece il Biagio da Viggiù, "marmorino ona voeulta, adesso omeno d'arma". di quel drammone storico che Porta e Grossi scrissero in quindici gi'orni; per ultimo il più spiritoso della compagnia non mancava di aggiungere: "Adagio Biagio!".
Un mese dopo però, il quarto di panettone messo da parte a Natale tornava alla luce, duro, impietrito, più giallo che mai, e, se la sua depositaria era scrupolosa osservante dei riti, andava a farlo benedire alla chiesa più vicina, altrimenti lo presentava in tavola senza benedizione, ma non per questo meno gradito. Si vedeva allora, nel distriibuirne una fettolina a tutti affinché tutti rimanessero immuni per quell'anno dal mal di gola, se la provvida formica non avesse avuto ragione sulle canore cicale! E anche lo spregiudicato che a Natale aveva scrollato la testa suggeriva a bocca piena: " Un altr'anno bisogna metterne via di più!".

Scontato o meno, ricordatevi di rinnovare l'iscrizione!

Come ogni anno, siamo a chiedere, ai soci che non lo avessero già fatto, di rinnovare l'iscrizione alla Credenza per il 2008. Sappiamo che è inutile ricordare che il vostro sostegno economico è fondamentale. Il costo dell'iscrizione (peraltro fermo da diversi anni) è di 40€, ma da quest'anno abbiamo deciso di fare uno "sconto" di 5€ riservato a chi, usando internet e quindi permettendoci di ridurre i costi, voglia ricevere via posta elettronica comunicati e notiziario che solitamente vi arrivano via posta ordinaria. Per conoscere i requisiti e come funziona l' iscrizione "internet", cliccate qui.

 

prolungata "l'ora di punta" per i mezzi pubblici

Finalmente l'ATM si è resa conto che parecchi milanesi usano ancora i mezzi fra le 19 e le 20 e aumenterà le corse in questa fascia oraria. Il provvedimento riguarda diversi tram e autobus, oltre che la linea rossa. Di aumentare la frequenza della linea verde o gialla non c'è motizia, ma è ben noto che queste sono le "cenerentole" di Milano, e per avere qualche treno in più non basta un presidente ATM ma ci vuole davvero un miracolo.
Siamo comunque contenti del fatto che certe esigenze vengano notate.

Aspettiamo con fiducia la vera innovazione, che risiederebbe nel funzionamento notturno di metropolitana e di alcuni autobus e tram, anche se è più fantascienza.
Eppure in tutte le città europee esiste un servizio funzionante anche di notte (Roma compresa) e per risolvere davvero i problemi del traffico una soluzione del genere sarebbe più che auspicabile.

Nel frattempo, sperando che sia vero, fra le 19 e le 20 ci godremo un ritorno a casa più veloce
Saluti tranviari a tutti!

San Biagio : Mezzo vescovo e mezzo chirurgo

Biagio da Sebaste, che precedette di mezzo secolo sant'Ambrogio, era come esso di nobile famiglia e al pari di Ambrogio venne eletto vescovo ancor prima di  essere ordinato e consacrato. Cose che accadevano quando il popolo sceglieva da sé i suoi pastori, e pare scegliesse bene.
Essendo però Biagio non meno versato in medicina e chirurgia che in teologia, curava tanto i corpi che le anime; per cui accadeva sovente che, invocato per dare gli estremi conforti a un moribondo, lo cichiamasse da morte a vita tagliandogli una gamba o somministrandogli un purgante; come accadeva che, chiamato a consulto dai suoi colleghi medici, li rimandasse senz'altro perché all'ammalato non restava che dare l'olio santo. Vantaggi della doppia professione che oggi possono offrire soltanto i sarti-barbieri di campagna. Otteneva così guarigioni miracolose e miracolose conversioni, perché nel suo infinito amor del prossimo non chiedeva se chi aveva bisogno di lui fosse cristiano o pagano, amico o nemico.
Or avvenne, come si dice sempre in questi casi, che un giorno gli venisse condotto dalla madre un ragazzo al quale si era infitta una spina di pesce nella gola. "Uomo di Dio - gli disse la desolata, - segna con la santa croce questo mio figlio che sta per morire. " Biagio lo segnò, ma gli fece anche ingoiare una grossa mollica di pane che, portandosi seco la spina, liberò il ragazzo d'ogni molestia.

Da quel giorno la fama del medico-vescovo di Sebaste corse per tutta l'Armenia giungendo, purtroppo, anche all'orecchio di Agricola, prefetto di Diocleziano, il quale, sapendolo un fervente apostolo della nuova fede, lo fece cercare nel suo rifugio sul monte Argeo e condurre al proprio cospetto. Il colloquio fu breve ma tragico, perché, essendosi Biagio rifiutato di rinnegare il vero Dio, Agricola, furibondo, lo condannò a essere decapitato e, prima ancora, straziato nelle carni con pettini di ferro: ragione per cui i materassai e i cardatori di lana lo presero a proprio patrono. I miseri avanzi del santo martire vennero poi raccolti e custoditi da una pia matrona chiamata Elisea fin che, al tempo delle Crociate, vennero trasportati in Occidente, dove si venerano in diversi santuari, mentre i re d' Armenia fondavano in suo onore un ordine militare e religioso insieme che, con quello dei Templari, aveva Ia consegna di difendere la fede e Ia Chiesa.

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