Conferenza 15/4
Fabio Conte persenterà, insieme all'autore Mario Raimondi, il libro "Dal tetto del Duomo". Martedì
15 aprile dalle 17.45 alle 19 circa.
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"la frusta" numero 2
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Expo2015, occasione da non sprecare
E' appena finita l'assegnazione dell'Expo a Milano, e subito impazza il carnevale politico. Si, perchè quando si realizza (o non si realizza) qualcosa tutti i partiti se ne attribuiscono il merito o si allontanano dalle eventuali colpe. E' qualcosa che ormai siamo abituati a vedere e che passa quasi inosservato, ma che dà l'immagine di quello che è il nostro Paese.
Ma di chi è davvero il merito di quest'assegnazione? Al di là delle polemiche degli ultimi giorni, il sicuro merito è da assegnarsi alla stessa Milano, alla sua storia e a quello che la città rappresenta. Poi non possiamo che riconoscere al Sindaco e alla politica in genere lo sforzo per renderci degni agli occhi del comitato che ha scelto la nostra città. Sforzo non indifferente e costato parecchio alle tasche dell'amministrazione Comunale. Avremmo sbagliato tutto se il rilancio della nostra città non fosse altro che una "faccenda politica" anzichè un modo per scrollarci di dosso quella patina che da oltre trent'anni ci blocca il respiro.
Non stiamo parlando di inquinamento atmosferico, bensì di un male più subdolo che nella storia della nostra città non si era visto da secoli: la rassegnazione.
Il pensiero che le cose non cambieranno mai, che potranno solo peggiorare, che in una città come Milano non ci sia più l'umanità e la solidarietà che sono state alle radici della nostra storia; la paura ad andare in giro da soli, quella di fermarsi per qualcuno chiede aiuto o per dare un'informazione, temendo che sia un trucco per distrarci. La generale convinzione di non poter mai alzare la testa, perchè in quel momento approfitteranno per rubare di tasca la nostra libertà, violentare la nostra voglia di vivere, pugnalare il nostro ottimismo e ferire a morte la speranza e il lavoro di ogni giorno per migliorare il posto in cui viviamo.
E' questa la "nebbia" sotto cui viviamo e che ci fa davvero male, che non è certo il politico che potrà capire, chiuso nella sua "auto blu" o nel suo appartamento. Tanto fuori c'è la polizia per proteggerlo. Gli stessi poliziotti che in una giornata potrebbero impedire uno scippo, un furto, una violenza domestica o uno stupro, di questi tempi tornato tanto di moda.
Dover aspettare mezz'ora sul tram i comodi di un cretino che ha parcheggiato sui binari per fare i suoi comodi, dover prendere un taxi perchè i mezzi la notte non passano, aspettare quaranta minuti quando il cartello dice che l'autobus passa ogni sei, vedere che lo zingaro che ieri ha scippato una vecchietta oggi è ancora lì che sta puntanto qualcun altro.
E ancora, uscire dalla metropolitana e trovare le "signorine" appostate come soldati di un esercito, clienti che inchiodano fermando il traffico e vedere il protettore lì, giorno dopo giorno che senza nessuna vergogna e un'aria quasi scocciata, sfoglia mazzette di banconote da cinquanta euro.
Il 2015 è l'occasione per sistemare tutto questo e tanto altro ancora. Per rendere funzionante quello che esiste e per creare quello che ancora non c'è, per guardare con un occhio diverso a un futuro grigio e fatto di troppe domande a cui, per decenza, non vogliamo rispondere. Reagisci, Milano! |