
Anno 2 - Numero 35
Prossima conferenza
13 Maggio 2008
La prossima conferenza tratterà il tema "Cambiamenti climatici: legislazione e scienza". Il tema, di scottante attualità, avrà come relatore Ruggero Revelli, esperto che ha collaborato con il Ministero per la Ricerca Scientifica e con moltissime aziende italiane ed estere. Ha tenuto inoltre diversi convegni e conferenze su temi ambientali, tecnici e normativi in ambito nazionale e internazionale.
Come sempre l'ingresso è gratuito e l'appuntamento è quindi per il 13 maggio dalle ore 17.45 alle 19.

Primo maggio,
il tram "a metà"
Come consuetudine, alcuni giorni di festa vengono "onorati" dall'ATM riducendo l'orario e la frequenza dei mezzi pubblici. E' vero, il primo maggio sono molte meno le persone che si spostano e il ponte ha parzialmente svuotato la città, ma limitare le corse dalle 7 alle 20 significa creare disagi ai cittadini rimasti. Insomma, aspetteremo con (troppa!) pazienza l'arrivo del tram, ricordando le calde sere d'agosto. Nonostante la pioggia, ovviamente.
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Diritto di replica: San Giorgio
La scorsa settimana si è svolta la panerada si San Giorgio. Qualcuno ci ha fatto notare con un certo disappunto un errore sul volantino distribuito. Sostenevano che la festività di S.Giorgio "ufficiale" fosse solo il 23 aprile e che festeggiarlo il 24 fosse invece una nostra invenzione. Si sbagliavano.
Giorgio, santo (sec. III-IV)
Giorgio di Lydda è molto venerato sia in Oriente che in Occidente; dagli orientali è chiamato «il grandernartire». Di lui possediamo un'abbondante letteratura edificante, che ha preso inizio dalla leggendaria Passio Georgii; tuttavia questa ricchezza contrasta con la povertà di dati storici che questa numerosa produzione contiene.
Mancando Atti autentici del suo martirio, l'esistenza stessa di Giorgio fu più volte messa in dubbio. E’ però vero che a favore della sua esistenza sta la prova di un culto molto antico e diffuso, che risale ad un'epoca in cui non era sufficiente una leggenda per giustificare l'erezione di un edificio sacro in suo onore. Infatti a Lydda, o Diospoli, in Palestina, si può osservare ciò che rimane di una basilica cimiteriale, che viene fatta risalire ad un'età vicina alla morte di Giorgio Inoltre in un testo di Teodosio Perigeta, databile attorno al 530, si parla di «Diospoli, dove S. Giorgio morì martire; lì c'è il suo corpo e vi avvengono molte cose meravigliose».
L'antica Passio Georgii, giudicata apocrifa dal Decretum Gelasianum (496), è considerata la fonte di tutta una serie di quel tempo, aumentarono di nuovi e strabilianti particolari la vita di Giorgio. Secondo questa Passio, Giorgio era figlio del persiano Geronzio e della cappadoce Policronia, dai quali fu educato nella fede cristiana. Divenuto soldato, allo scoppio della persecuzione contro i cristiani, diede quanto possedeva ai poveri e non ebbe paura di manifestarsi cristiano. Subì il martirio sotto Daciano (o Daziano), imperatore dei persiani; altri testi parlano di Diocleziano, imperatore dei romani. La descrizione del martirio, molto ricca di particolari poco verosimili, dice che avvenne mediante decapitazione. La data può essere collocata nel III sec. o all'inizio del iv
Probabilmente è al tempo delle crociate che va fatta risalire la leggenda della fanciulla e del drago; infatti di essa non si trova traccia negli Atti più antichi. La grande diffusione di questa narrazione è dovuta alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (sec. XIII); secondo questo racconto, gli abitanti di Silene in Libia erano terrorizzati dalla presenza di un drago, al quale dovevano offrire due pecore ogni giorno. In seguito, non bastando più le due pecore, quegli abitanti furono costretti ad offrire una creatura umana; la sorte cadde sulla figlia unica del re. Apparve allora Giorgio che, in sella al suo cavallo, si avventò contro il drago, ferendolo con la lancia; ordinò poi alla figlia del re di legare il collo del drago con la sua cintura e di condurlo in città. Qui Giorgio, ottenuta la promessa che quegli abitanti si sarebbero fatti battezzare, uccise il drago. Allora il re e il suo popolo, testimoni di quel prodigio, ricevettero il battesimo. |
Il culto di San Giorgio
Il culto di G. è antichissimo, sia in oriente che in occidente; a partire dal Medioevo si diffuse notevolmente, in particolare con le crociate, dal momento che In Italia il culto di Giorgio, introdotto dai bizantini, è attestato fin dal sec. VI a Ravenna, Ferrara, Napoli e in Sicilia.
Al secolo successivo risalgono le testimonianze del culto nella diocesi di Milano; a Cornate infatti il re longobardo Cuniberto (678-688) dedicò una chiesa al Santo. Anche i Vísconti, signori di Milano, scelsero Giorgio come loro protettore particolare, soprattutto a causa delle loro numerose imprese militari. In un testo del 1427 Filippo Maria Visconti dichiara di prendere le armi contro il nemico «in nomine gloriosi et victoriosi militis Saneti Georgii, nostri mirabilis protectoris;». Anche con gli Sforza continuò questa devozione; nei diari di Cicco Simonetta si legge che il 24 aprile 1475, «che è la festa de sancto Giorzo, nostro illustrissimo signore è andato al Domo, armato di tucte arme, a fare benedire pro more li standardi, di po', cantata la messa solenne»; e in un proclama il duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, rende nota la conclusione di una lega con il duca di Borgogna, «ad laude et gloria» di Dio, della Madonna, di S. Ambrogio e del «glorioso cavalero sancto Giorzo».
Giorgio, oltre che dei cavalieri e di parecchi ordini militari, è patrono degli armaioli, dei sellai e, a Milano, dei lattai e lattivendoli, i quali usavano ornare il negozio e l'altarino del santo con fronde. di pioppo (pobliett); ancor oggi a Milano, all'esterno della Centrale del latte, c'è un'edicola a lui dedicata.
La memoria liturgica di Giorgio ricorre nei calendari orientali e occidentali il 23 aprile, come indica la Passio; nei calendari dell'Italia settentrionale, per l'influsso della tradizione milanese, è ricordato il 24 aprile. Negli statuti di Milano del 1396 e del 1498 la festa è considerata di precetto.
Il culto del santo è attestato maggiormente nel mondo contadino e presenta aspetti primaverili e agresti. Giorgio è invocato contro la peste, la lebbra, la sifilide, i serpenti velenosi e, nei paesi slavi, contro le streghe.
In Italia sono 118 i comuni che portano, il suo nome. Nella diocesi di Milano le parrocchie a lui dedicate sono 40, di cui 4 in unione con altri patroni.
H. DELEHAYE, Les légendes grecques des saints mifitaires, Paris, 1909, pp. 45-76.
IDEM, Les arigines du culte des martyrs («Subsidia Hagiographica», 20), Bruxelles, Société des Bollandistes, 1933, pp. 148-184.
Vies des saints et des bienheureux, Paris, Letouzey et Ané, 1946, voi. iv pp. 591-595.
A.R. NATALE, 1 diari di Cicco Simonetta, «Archivio storico lombardo», 81-82 (1954-1955), p. 302.
E. CATTANEO, L'evoluzioiie delle feste di precetto a Milano dal secolo xiv al xx. Rijkssi religiosi e sociah, in Studi in memoria di mons. Cesare Dotta («Archivio ambrosiano», ix), Milano, 1956, pp. 7 1 - 74, 136 |



Diverse rappresentazioni di
San Giorgio |
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