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I padiglioni dell'Esposizione 1906
L'esposizione vuole essere una grande celebrazione del lavoro dell'uomo e del progresso tecnologico e scientifico in tutti i campi. L'industriale e il commerciante, attraverso i padiglioni dei diversi Paesi, era possibile conoscere culture diverse, confrontare idee, progressi, sistemi produttivi e nuove tecniche, far conoscere la propria azienda per intrattenere rapporti commerciali con l'estero, ora che, grazie al traforo del Sempione, l'Europa e tutto il mondo sembravano più vicini e facilmente raggiungibili.
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Cominciamo con il padiglione dedicato alla città di Milano, opera dell'Ing. Ferrini tecnico edilizio del Comune per la sezione mercati comunali, scuole, uffici pubblici e case popolari. |
| La produzione dell'accio era indispensabile per rendere l'Italia indipendentedall'estero nella fabbricazione di materiale bellico. La scelta di Terni è strategica in quanto, già sede della Regia Fabbrica di Armi, ha una buona quantità di risorse idriche, è lontana dal mare e dai confini settentrionali. Fondata nel |
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Il primo esempio di self-service a Milano, arriva da una ditta tedesca, probabilmente ispirato ai ristoranti automatici americani fioriti pochi anni prima. |
| L'Architetto Guidini svizzero di nascita, ma residente a Milano, collabora nella costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e progetta diverse ville a Lugano e sul Lago Maggiore. Ha partecipato fra l'altro alle commissioni giudicatrici dei concorsi per la facciata del Duomo. Per l'Esposizione, ha progettato il padiglione della Svizzera che vedete in cartolina. |
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Progettato dall'Arch. Orsino Bongi, ha ideato molti edifici dell'Esposizione, fra cui la stazione della ferrovia elettrica al parco, la cancellata d'ingresso, il pulvinare dell'Arena, il padiglione dell'Igiene e quello dell'Agraria ritratto a fianco. E' stato anche co-progettista dell'Acquario e dell'edificio di ingresso di via Gadio |
| Carlo Bianchi, Francesco Magnani e Mario Rondoni, ingegneri laureati al Politecnico di Milano, hanno realizzato parecchi edifici dell'Esposizione, fra cui la stazione di arrivo in piazza d'Armi, il padiglione di ciclismo e automobilismo, il padiglione di Metereologia (che vedete qui sotto), quello degli Italiani all'estero, il palazzo della Marina e il Parco aerostatico con il padiglione dell'Aeronautica. |
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| E per finire, due delle numerose opere dell'Arch. Locati, che ricordiamo come co-progettista di alcuni edifici dell'Esposizione 1881. Fra le quali il padiglione dei trasporti, quello di Arte decorativa, quello della Stampa e il salone dei concerti. |
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