Bonvesin i4
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L’IDROGRAFIA DI BONVESIN,

indagine sulle acque elencate da Bonvesin della Riva nel “De Magnalibus Mediolani”.

3) ESAME DEGLI IDRONIMI

Si passano ora in rassegna prima i nominativi dei laghi, fornendo, dove necessario, eventuali precisazioni; successivamente al punto 3.2 seguiranno le informazioni per i corsi d’acqua con particolare attenzione a quelli individuati.
La discussione relativa al significato e alla realtà degli attuali idronimi seguirà la suddivisione territoriale sopra richiamata, abbandonando l’elencazione seguita nel testo originale.

3.1) LAGHI
Sostanzialmente le indicazioni riportate dagli studi precedenti sono da ritenersi valide con alcune precisazioni e un’importante aggiunta relativa all’individuazione del Lacus de Mairaga.
* Lacus Mayor, Lago Maggiore, ovviamente nulla da dire in oggetto;
* Lacus de Blandrono, è riferibile con certezza al lago di Biandronno.
* Lacus de Bobiate (n. 45), può senz’altro essere individuato nell’attuale lago di Varese e questo non solo in forza del fatto che Bobbiate era una piccola località sita sulla sponda settentrionale del lago, lungo le pendici del Monte Campo dei Fiori, ma, soprattutto, perché con il nome di Bobbia, o Bozza come dice il Frisi, era chiamato il suo emissario, oggi meglio conosciuto con il nome di fiume Bardello.
D’altro canto questa diversa definizione del lago potrebbe essere spiegata dal fatto che a quei tempi Varese non aveva ancora assunto l’importanza, economica e sociale che oggi le si assegna.
* Lacus de Galiate (n. 44), si tratta certamente del lago di Garlate, specchio d’acqua ubicato subito a valle del ramo lecchese del Lario; probabilmente si tratta di un’imprecisione della grafia, che, forse, doveva essere “Garliate” poiché a Galliate, località del Novarese, non esiste nessun lago.
E’ improprio, inoltre, come affermato da altri, che si tratti di una parte del lago di Como in quanto il lago di Garlate, ed il successivo d’Olginate, erano un tempo posti a quote diverse; fu solo con la costruzione della diga, realizzata allo sbocco di quest’ultimo, che il livello dei due laghi si accomunò a quello del Lario, facendone un gran serbatoio di regolazione delle acque fluenti nell’Adda sub lacuale.
* Lacus de Sartirana (n. 46), modestissimo specchio d’acqua sito a settentrione di Merate che, nel secolo scorso, si pensò addirittura di prosciugare per destinarne la superficie a coltivazioni agrarie. Tra i corsi d’acqua Bonvesin cita anche il suo emissario.
* Lacus de Caprizzate (n. 47), in questo caso è individuabile con la località di Cadrezzate, sita lungo le sponde del lago di Travedona-Monate, uno dei piccoli laghi che fanno corona, in provincia di Varese, alla sponda orientale del lago Maggiore.
Emissario di questo laghetto è il “fluvius de Travedona” elencato successivamente tra i corsi d’acqua.
* Lacus de Luano, toponimo riferibile con buona probabilità al lago di Lugano.
* Lacus de Canobio (n.44), come ben si sa Cannobio è una località sita sulla sponda occidentale del lago Maggiore e pertanto si tratta di parte del lago medesimo.
* Lacus de Monte Orfano (n. 48), correttamente è il lago di Montorfano, piccolo specchio d’acqua che completa la serie dei laghi briantei ad occidente, in prossimità di Como.
* Lacus de Conserio (n. 49), è il lago d’Alserio.
* Lacus de Pucilliano, è il lago di Pusiano, il pariniano Eupilio.
* Lacus de Mairaga (n. 50), il toponimo è stato accreditato da altri alla località o alla cascata di Mairaga, in Valassina; più logico sarebbe pensare che, ancora una volta, Bonvesin si riferisca al lago Maggiore, in particolare alla parte più settentrionale.
Infatti, su una carta del 1570, opera di G. G. Settala, appare chiaramente chiamato “Mailaga” il tronco di lago che va dalla piana di Magadino, ossia dall’ingresso nel lago del suo immissario, il fiume Ticino, fino al Golfo Borromeo.
Il toponimo potrebbe interpretarsi anche come abbreviazione di “Mayor lago”.
* Lacus de Annono, richiama certamente il più grande dei laghi briantei, ossia il lago d’Annone.
* Lacus de Sancta Brigida (n. 51), nonostante diverse ricerche non è stato possibile interpretare il suo attuale corrispondente, anche se non molte, a questo punto, sono le possibilità di scelta.
Infatti, rivedendo l’elenco dei laghi fin qui richiamati, ci si accorge che Bonvesin cita esclusivamente presenze dell’area milanese, quella compresa tra il Ticino e l’Adda, per cui sarebbe lecito pensare che anche il Lacus de Sancta Brigida rientri in questa parte di territorio.
Seguendo l’elenco dei laghi della provincia di Como che dà il Cantù, escludendo il Lago del Piano che è al di fuori della zona che il nostro autore descrive, ci si rende conto che mancano all’elenco i laghi di Ganna, Ghirla, Comabbio, Olginate e le Paludi di Brivio; forse il Lacus de Sancta Brigida è proprio uno di questi e perciò in queste direzioni bisognerà ricercare presenze che possano identificarlo con certezza.
* Lacus de Segreno, è il lago del Segrino, l’ultimo dei laghi briantei citati.
* Lacus de Mandello (n. 44), richiama una delle principali località dislocate lungo la sponda orientale del ramo di Lecco, ritenendo che essa porti il nome di un lago, mentre al contrario trattasi sempre del Lario.
* Lacus de Leucho (n. 44), considera, anche in questo caso, una parte del Lago di Como come fosse un’entità a sé, come per il toponimo precedente.

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