3.2) CORSI D’ACQUA (continuazione)
Quest’ultimo era risalito, a sua volta, fino a Porto Masone, in comune di Vogogna, allo sbocco del T. Anza, e da qui le merci via terra completavano il percorso fino oltre le Alpi attraverso i passi del Gries e di San Giacomo, in alta valle Formazza; ovviamente il tragitto era effettuato all’inverso allorché le merci dovevano raggiungere Milano.
* Nero, correttamente dovrebbe trattarsi del Nirone, uno degli alimentatori dei due Fossati che circondavano le mura, prima quelle romane di Massimiano e poi quelle medioevali costruite per far fronte alle armate imperiali di Federico Barbarossa.
* Vitabia, in questo caso è impossibile non riconoscere la Vettabia, la prima, forse leggendaria, idrovia milanese, che, secondo gli scritti di Landolfo il Vecchio, avrebbe collegato Milano, tramite il Lambro Settentrionale ed il Po, con l’Adriatico.
* Rostocanus, è individuabile con il Fontanile Restocco, presenza d’un certo interesse che svolgeva il proprio corso nel territorio ad occidente del futuro nucleo cittadino; tanto per ritornare a tempi a noi più vicini esso scorreva nell’area compresa tra Baggio e l’attuale quartiere di Lorenteggio sdoppiandosi poi in due rami.
Il primo si andava a scaricare del tratto dell’Olona meglio noto col nome di Vepra, ossia prima che quest’ultima si avvicinasse alla cerchia romana di difesa, nei pressi dell’attuale Piazza Vetra.
Il secondo andava ad incrociare il Naviglio Grande, che sotto passava, uscendo in corrispondenza della Cà Bianca, nei pressi della quale si trovava una Cascina Restocco.
Il corso d’acqua procedeva modificando il proprio nome in quello di Roggia Chignola la quale, a sua volta, confluiva nella più nota Roggia Carlesca poco prima che quest’ultima incrociasse il Naviglio Pavese, passando sulla sinistra del medesimo e scorrere verso Quinto de’ Stampi, oggi in Comune di Rozzano.
* Olona, non vi sono dubbi che si tratti dell’Olona, altro alimentatore del Fossato di difesa e, infine, della Vettabia per favorirne, secondo alcuni, il rimpinguamento e consentirne una più facile navigabilità.
* Olonella, potrebbe riferirsi all’Olona Inferiore, inteso, in questo caso, come Olona minore, più piccolo, e quindi attribuito del diminutivo.
In effetti, l’Olona Inferiore non sarebbe altro che la parte meridionale del corso dell’Olona, disgiunto da quest’ultimo, in epoca tardo romana, per rifornire con le sue acque, come già sottolineato, il fossato di difesa.
Da non sottovalutare l’ipotesi che possa forse trattarsi della roggia Olonella che scorre nel territorio di Settimo Milanese e che secondo alcuni è una traccia visibile dell'’ntico alveo dell’Olona verso l’omonimo inferiore.
* Rifrigidus, è senz’ombra di dubbio il nome di una roggia o fontanile che fluiva nei pressi di Milano, quindi non riferibile, come da altri proposto, ad un omonimo presente nella parte occidentale dell’attuale provincia di Bergamo; quest’ultimo, infatti, dovrebbe essere derivato dal canale Vacchelli, importante cavo irriguo a servizio della pianura cremonese, che all’epoca di Bonvesin non era ancora stato costruito, lo fu circa cinquecento anni dopo.
Questo corso d’acqua sarebbe invece individuabile con uno dei due che portano questo nome, il primo, il Fontanile Refreddo che nasceva nelle vicinanze dell’attuale area dove sorge la stazione di Porta Garibaldi, il secondo la Roggia Refredda originata da risorgive in prossimità di Zibido San Giacomo.
Riguardo alla prima roggia Refredda una storia metropolitana del primo novecento ricorda di una piscina all’aperto, sita sulla sponda destra del naviglio della Martesana, subito a monte del ponte delle Gabelle, particolarmente nota per la bassa temperatura delle sue acque che, seppure vicina al Martesana non era alimentata con le acque di questo canale.
Sarebbero state infatti proprio le acque di una roggia che sgorgava nelle sue vicinanze la sua fonte di alimentazione che, guarda caso portava evidentemente acque con temperatura non proprio ideale per tuffarvisi; sommando le due cose potrebbe proprio essere stata la roggia citata da Bonvesino quella utilizzata seicento anni dopo per “deliziare” i milanesi durante le loro abluzioni.
A sostegno dell’ipotesi milanese sta il fatto che la bergamasca, come è noto, è attraversata dal Brembo e dal Serio, presenze certo di ben maggiore importanza, che Bonvesino non cita mai; per quale motivo dovrebbe allora richiamare un corso d’acqua di così modesta consistenza ?
Un’ultima segnalazione, che credo doverosa, riguarda l’Acquafredda, torrente che scende dalle alture che sovrastano la sponda occidentale del lago di Como nei pressi di Lenno, che Cesare Cantù così descrive: “Scende a Lenno un perenne e copiosissimo rivo, che è l’Acquafredda, da cui trasse nome l’Abbadia che vi sovrasta, in una delle più deliziose posture del lago, distinta da annosissimi cipressi”.
* Rifrigedetus (n. 59), l’ipotesi più probabile è che si tratti di una derivazione della sopra citata roggia principale.
* Misca, individuabile, anche questa con certezza, nella Mischia, roggia irrigua che attraversa il territorio sud-occidentale del Milanese, oggi derivata dal Naviglio Grande in prossimità di Vermezzo.
Prima dell’apertura del naviglio nasceva nel quadrante nord occidentale del territorio, tra Abbiategrasso e Gaggiano.
* Lamber Merdarius, è l’attuale Lambro Meridionale, oggi scaricatore dell’Olona che riceve nel suo alveo all’altezza di San Cristoforo, dopo aver sottopassato il Naviglio Grande.
Esso attraversa il territorio meridionale di Milano, sottopassa il Naviglio Pavese e va a terminare il suo corso, come già detto, nel Lambro Settentrionale all’altezza di Sant’Angelo Lodigiano.
Un tempo pare raccogliesse le acque dei torrenti che scolavano dalle Groane, a nord di Milano.
Durante gli anni ’50 il suo alveo ha subito profonde modifiche nel tratto dal Naviglio Pavese ad Opera, trasformandosi in un vero e proprio canale artificiale.
* Fluvius Consilii Mayoris (n. 60), dovrebbe trattarsi del Liro, torrente che si getta nell’alto Lago di Como, provenendo dalle propaggini della catena alpina (Alpi Lepontine).
E’ probabilmente lo stesso che, come vedremo di seguito, Bonvesin chiama anche Fluvius de Fromedona.
* Fluvius Vallis de Megiano (n. 61), non identificato da altri, potrebbe ritenersi il torrente Sanagra, corso d’acqua sempre fluente nel medio bacino lariano, che sbocca nel lago all’altezza di Menaggio, preceduto da un profondo orrido.
La sua valle viene detta anche Valle di Menaggio, da qui l’assonanza con il toponimo bonvesiniano, provenendo, come il Liro, dalle Alpi Lepontine.
* Ticinus, come l’Adda non ha bisogno di presentazioni, salvo affermare che è il secondo dei fiumi milanesi con un’estensione del bacino imbrifero di circa 7400 km² ed uno sviluppo del suo corso di circa 248 Km.
* Ticinelus (n. 62), è individuabile nel Naviglio Grande, ma, al proposito, bisogna ricordare che questo primo appellativo fu assegnato al Ticinello, canale artificiale aperto attorno al 1154 dai Milanesi per dividere il loro territorio da quello pavese, i cui abitanti erano fedeli alleati dell’Imperatore Federico Barbarossa.
La parte iniziale del canale, debitamente adattata, sarebbe stata trasformata, successivamente, dal 1179, nel primo tratto del Naviglio Grande, tra Tornavento, dove era posta la presa dal Ticino, ed Abbiategrasso.
* Arnus (n. 63), è il torrente Arno, il corso d’acqua che percorre la valle che si svolge da Varese fino a Lonate Pozzolo e dove, in prossimità di quest’ultima località, va a spagliare, disperdendosi nel terreno permeabile che fa da supporto alle aree circostanti la Malpensa.
* Marongia (n. 64), plausibile riconoscerlo con Maroggia, località della sponda occidentale del lago di Lugano presso la quale si immette il T. Mara.
* Strona, è il primo corso d’acqua che si incontra risalendo la sponda destra della Val d’Ossola e di cui è tributario l’emissario del lago d’Orta, il Niguglia.
Correttamente va segnalato che altri corsi d’acqua portano questo nome, quale ad esempio uno Strona che si getta nel Ticino, subito a valle di Sesto Calende, provenendo dall’area dei laghi varesini e lo Strona di Valduggia, tributario del Sesia in prossimità di Borgosesia.
Ancora corsi d’acqua con il nome Strona sono localizzati in provincia di Biella.
Parrebbe logico assegnarlo alle presenze ossolane similmente a quelle degli altri corsi d’acqua qui citati relativi a questa antica porzione dello Stato milanese.
* Oncia (n. 65), non individuabile, anche in questo caso, con fiumi, torrenti o rogge oggi conosciuti.
* Fluvius de Tervedona, identificabile nell’emissario del lago di Travedona –Monate, come indicato nella sezione riferita appunto ai laghi, che corrisponde al torrente Acquanegra.
* Fluvius de Ganimella (n. 66), altro corso d’acqua non individuato.
>> pagina successiva >>