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La riforma tramviaria
Viene abolito il "carosello tramviario", ovvero Piazza Duomo non sarà più un enorme capolinea dei tram della città che da oltre 70 anni aveva caratterizzato la piazza. Ovviamente fra polemiche e grida di contentezza. Un telegramma di Mussolini si complimenta anche per la velocità "fascista e milanese" con cui i lavori sono stati eseguiti. Da allora l'Azienda Tramviaria diventa Azienda Tranviaria. Nel 1926 la popolazione di Milano è di 878.000 abitanti, la rete in esercizio è ora di 151 chilometri con 700 mezzi attivi e 327 milioni di persone trasportate in un anno.
Nel 1927 si vince lo scetticismo nei riguardi delle vetture a carrelli, in altre città già in funzione e viene studiata la fattibilità tramite due vetture prototipo che si rivelano decisamente funzionali. |

Via Cappellai, uno dei nuovi capolinea - foto ATM
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Motivo dello studio, i problemi con le Edison, che ormai iniziavano a diventare "vecchie" per lo sviluppo della città. Per trasportare 100 persone erano necessari, fra motrice e rimorchiate, treni da quasi 20 metri e, una volta salite tutte le persone, il convoglio poteva partire ma l'accelerazione delle vetture era molto scarsa
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Nella foto, gli Ing. D'Alò e Cuccoli insieme ai tecnici e alle maestranze in occasione della corsa di prova della vettura 1501. Prenderà servizio dopo pochi giorni sulla linea 22. |
Viene così dato il via alla serie "1500" nominata anche "1928" per l'anno di costruzione di gran parte delle vetture. Allo stabilimento Carminati&Toselli di via Bramante arriva l'ordine di ben 500 vetture che entreranno in servizio prima del 1930.
La vettura era dotata solo di due porte, divisa in due compartimenti e la zona posteriore era dedicata ai fumatori.
Per ricoverare una simile quantità di vetture si devono adeguare alcuni depositi (come quello di Messina, Baggio, Ticinese, Vittoria e Leoncavallo) e istituire l'Officina di riparazione e manutenzione di Teodosio, inaugurata nel'Ottobre del 1929.
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Le ormai vecchie Edison vengono destinate a manutenzione e servizi. Allineati nel deposito, i tram spazzaneve - Foto ATM |
Per provvedimento nazionale, i tram devono cambiare colore diventando verde scuro al di sotto e più chiaro al di sopra.
La Germania invita la città di Milano alla presentazione delle nuove vetture in occasione del congresso dell'Unione internazionale Ferrovie Locali e Tranvie, dove tecnici e ingegneri si complimentano premiando lo studio e le soluzioni innovative.Nel 1932 altre novità riguardano il tram: viene aggiunta la terza porta, da principio di sola uscita, comandata dai passeggeri tramite pedana, le vetture serie 600 vengono dotate di porte automatiche pneumatiche.
Come per le nuove vetture, anche gli operai si fanno fotografare in posa sul posto e con il mezzo di lavoro - Foto ATM
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Una vecchia unità riadattata a spazzaneve - per gentile concessione Civico archivio Fotografico di Milano
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