La guerra in Abissinia provoca un'alleanza da parte degli stranieri finalizzata a rifiutare i prodotti italiani. Il governo è così costretto a lanciare una campagna per l'indipendenza economica: l'autarchia.
Gli autobus "ex-CAM" in circolazione vengono adattati per funzionare a gasogeno di legna e carbone.
La meccanica è piuttosto semplice: In una grossa caldaia, una miscela legna-carbone viene accesa. Dopo un po', la caldaia viene chiusa. Grazie alla carenza di ossigeno il materiale in combustione genera monossido di carbonio, anidride carbonica, azoto e idrogeno. Il passaggio su del carbone incandescente genera una miscela detta "gas d'acqua". Il risultato è un gas molto economico con un basso potere calorifico. Una legge del 1938 impone ai mezzi pubblici (urbani e non) che non si erano già adattati, l'alimentazione esclusiva con questo sistema.
Le case automobilistiche, doventate ormai sensibili al problema (o forse più sensibili al fatto che i normali carburanti avevano man mano costi proibitivi), iniziano a produrre alcune auto con il generatore di gasogeno integrato.
In questo periodo, gran parte dei materiali vengono sostituiti con altri di produzione nazionale cercando di abolire l'uso del ferro, dell'ottone e legnami esteri e nel 1935 viene provato il primo autobus a metano: il risultato è che per superare la prima salita dev'essere spinto a mano.