Omnibus 2

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la diffusione dell'omnibus

Dal 1835, ma ancor di più nel 1840 dopo che sulla linea Milano-Monza vengono installati i binari che sostituiscono la vecchia diligenza, l'esigenza dei Milanesi di mobilità si fa sempre più sentire.

L'omnibus stava diventando ormai un pratico mezzo per muoversi perchè gli orari e i percorsi venivano rispettati e la concorrenza fra le diverse compagnie di trasporti cominciava a imporre un servizio migliore e, nel corso degli anni, più economico. Insomma, l'omnibus cominciava a non essere più in capriccio, ma un sistema sicuro e affidabile per viaggiare all'interno della città per poi raggiungere tramite le Ferrate e le diligenze, il resto della lombardia e posti più lontani.

Un Omnibus della SAO - foto archivio storico ATM

Nel 1961 nasce la Società Anonima degli Omnibus che, propone ai milanesi le nuove vetture verdi da otto posti, trainate da una coppia di cavalli. Il capolinea principale era Piazza del Duomo e mediamente partiva una vettura ogni dieci minuti.

 

 

 

tratto da "guida di Milanoper l'anno 1960"

a fianco, dalla Guida di Milano per l'anno 1963 la descrizione della SAO

 

 

Scriveva il De Marchi nel 1881 "L'Omnibus è democratico: riunisce e assorella le diverse classi sociali, mentre il tram, nel suo pigia pigia, nella sua fretta mi ha qualche cosa di torbido, di americano, che non mi piace. In Omnibus si è come una famiglia e per poco che la strada sia lunga si stringono amicizie, si mangiano delle castagne, ed è un peccato, un vero e proprio peccato che abbia a scomparire anche lui.
Strano poi si è che minaccia di scomparire prima d'aver dato un nome a colui, che per più di cinquant'anni l'ha con tanta pazienza e abnegazione guidato per le vie di Milano. Noi abbiamo il brumista, il fiaccheraio, il vetturino, il cocchiere, voci di lingua e dialetto, ma niente che indichi quel poveretto, collocato lassù, l'uomo più alto e più modesto del secolo.
Omnibusaio è una parola dell'altro mondo. E costui passerà dunque come la sfinge? Nessuna lapide porterà scritto il suo nome? Nessuno dei posteri saprà che voce, che nome che cuore abbia avuto nella sua vita il guidatore di Omnibus?
Sarebbe un'ingratitudine per parte nostra: e per conto mio confesso che guardo sempre con riverenza a questa figurad'uomo, isolata nello spazio, che fa parteda sè stessa, che vive, invecchia e matura al sole, al vento, alla pioggia, alla neve, senza parlare o non mandando che un eep! che pare il grido d'una solitaria cicogna dall'alto d'un comignolo.
Io non mi ricordo d'aver veduto ai un guidatore d'Omnibus a piedi: non saprei nemmeno immaginarmelo. A lui portano il cibo in gamellini chiusi, arrampicandosi con pericolo della vita all'altezza d'un primo piano: lui legano al piede, come si fa colle civette, di lui non si vede d'inverno che due occhi e un pezzo di naso, o una ombrella. Ha un letto per riposare, questa malinconica creatura? Puo' essa distaccarsi dal legno?
"

sul nome Omnibus? Ancora il De Marchi " -Perchè si dice omnibus?- domandava una mattina un bimbo al babbo. - Omnibus è una parola latina che significa : per tutti quelli che hanno due soldi da spendere- rispose il babbo al bimbo. In quell'istante sorgeva il sole da porta Orientale sede della grande Società Anonima"

 

 
 

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Creazione :2/07
Ultimo agg. :2/07