Si ritorna in treno
Ancor'oggi stiamo pagando la cecità e la fame di terreno che, nel 1940 circa ci ha privato dell'anello passante attorno alla città. Nello stesso tempo ci si è resi conto che, se si vuol far muovere le persone, bisogna sfruttare al meglio quello che si ha a disposizione, e che a volte questo non ha costi faraonici.
E' il caso del Passante Ferroviario, del restyle di linee ferroviarie esistenti definite "linee S", ma soprattutto dell'apertura di alcune fermate che si aggiungono alle stazioni cittadine.
Nulla di nuovo, quindi? Non esattamente. Certo, "le linee S" disegnate come se fossero metropolitane fanno una gran scena sui cartelli, ma effettivamente qualche modifica nei percorsi e negli orari è stata fatta. Il passante ferroviario, invece, per decenni "buco nero" per i soldi dei Milanesi, da qualche tempo ha iniziato a diventare utile. Ma solo dopo che i treni hanno davvero iniziato a percorrerlo, dato che prima era una cattedrale nel deserto in cui la speranza di ogni viaggiatore era che fermasse un treno prima di venire scambiato per parte dell'arredo della stazione.
Le nuove fermate cittadine invece segnano una piccola svolta, perchè finalmente ci si è resi conto che il treno circonda ancora un pezzo di Milano e che avere dei binari che servono esclusivamente al passaggio in piena città dei treni è un lusso che oggi non possiamo più permetterci. Ed ecco la riapertura di Porta Romana, la più recente apertura di Romolo, a cui seguirà quella di Tibaldi.