Semaforo a Milano
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Semaforo a Milano

Il semaforo. Un'invenzione abbastanza recente che ha rivoluzionato il modo di girare la città.
E' diventato indispensabile quando il numero di veicoli in circolazione si è fatto insostenibile, gli incidenti fra pedoni, veicoli e mezzi pubblici erano all'ordine del giorno.

L'uso dei segnali ferroviari (nonni del semaforo) risale a poco dopo l'invenzione della ferrovia, per impedire la collisione fra treni. Su strada, Lomdra ha preceduto tutti con un suo antenato già nel 1868 composto da cartelli illuminati di notte, ma per vedere una versione più simile alla nostra bisogna aspettare il 1914 a Cleveland, in cui viene installata una versione a due luci.
Per la versione a tre luci bisognerà aspettare il 1920, anno in cui New York ne vede il primo esemplare, comandato a mano e reso automatico dopo tre anni circa.

In Europa, il primato spetta a Parigi nel 1922, mentre per altre città bisognerà aspettare il 1925-1926. Milano si vedrà il primato italiano, nel 1925. Il funzionamento è manuale, comandato da un vigile urbano. Il comando si trova in speciali "pali" come si puo' vedere in fotografia. Per dovere di cronaca, puntualizziamo che la foro non si riferisce al primo semaforo (infatti la circolazione all'epoca era ancora invertita), ma a pochi anni dopo.

Il 1° aprile del 1925 a Milano, fra via Orefici, via Mazzini e via Torino viene installato il primo semaforo descritto così nelle cronache dell'epoca :

"Lì, nel centro del fatal crocicchio, l’innocente sostegno di una lampada è divenuto il pilone del sistema circolatorio, l’albero maestro di una incredibile giostra, il fulcro dell’ordine nuovo. Il semaforo campeggia e risplende su quell’antenna, superbo e misterioso come un oracolo…A guardarlo da sotto in su si incontra dapprima una fascia di graziose frecce, le quali si inseguono una dietro l’altra. Sopra la fascia, un grosso anello in cui s’apre una fila di grand’occhi rotondi, sporgenti e vitrei. E, sopra l’anello, il prisma dominatore, cupo, alto, formidabile come un tabernacolo arcano. E’ un pentagono che volge le sue cinque facce sulle cinque strade, e ciascuna faccia vi guarda con tre pupille enormi, l’una all’altra sovrapposta”.
"Funzionava tutti i giorni dalle 15,15 e le 19,15" (francamente non ci è chiaro il motivo di tanta precisione).

E ora la parte più interessante, sul funzionamento:


Vigile al comando del semaforo (presumibilmente in via Dante) - Per gentile concessione del Civico Archivio Fotografico di Milano

"Poteva illuminarsi con un luce rossa  (stop per le automobili), bianca e rossa (via con i pedoni, stop ai veicoli); gialla (via ai tram); verde (via alle automobili e motocicli), oppure gialla e verde, per dare il via a tutti i veicoli indistintamente".Il pubblico vi assiste “come ad un cinematografo incomparabile, trovandovi uno spasso che uno più bello non si saprebbe immaginare"... Il risultato? "Invece di circolare, i veicoli stavano fermi, inchiodati nelle vie di provenienza da lunghissime code su due o tre file, formate da trams, automobili, carrozze e carri, motociclette e biciclette in cordiale promiscuità frammisti, nel gioioso conforto della famosa sorte comune e nella strepitante cacofonia di clakson, trombe, campanelli d’ogni timbro e d’ogni forza, sonanti la feroce sinfonia della protesta"

 

 
 

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Creazione :3/2008
Ultimo agg. :3/2008