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CONOSCERE LA CREDENZA

BREVE PRESENTAZIONE

L'Antica Credenza di Sant' Ambrogio è una associazione culturale che ha per scopo primario diffondere, affermare e difendere i valori e le tradizioni milanesi, da troppo tempo sopiti e sottoposti all'intransigente supremazia di altre realtà culturali, peraltro rispettabilissime, ma che tendono ad eliminare quella cresciuta e affermata nella nostra terra, attraverso vicissitudini di secoli che hanno alimentato e plasmato storia e cultura del territorio in cui viviamo. L'obiettivo è di riattivare nei cittadini quella "milanesità" che appare offuscata, e di cui noi siamo portatori, sia attraverso la memoria dei padri sia i fatti salienti della passata vita milanese, sia ergendosi, come fece l'antica Credenza duecentesca, a controllore del corretto agire delle Istituzioni, per la difesa del buon nome di Milano e delle sue millenarie tradizioni.
Nel 2003 l'associazione è stata premiata con l' Attestato di benemerenza civica del Comune di Milano


LA CREDENZA DAL 1987

Oggi 1997

Oggi 1997, milleseicento anni dopo la morte del Santo Patrono di Milano, un gruppo di Cittadini, appartenenti alle più disparate classi produttive della Città, come allora nel 1198, allorchè si diede vita alla primitiva Credenza, intendono nel suo nome ridare slancio e voce a Milano, affermando, diffondendo e difendendo la sua sopita realtà.

Il Vescovo Ambrogio, protagonista del suo tempo,guida per il domani

Ambrogio di Milano è stato uno dei più grandi e dotti pastori che la Chiesa abbia avuto. Ha saputo fare nella sua vita mirabili sintesi: uomo politico con occhi bene aperti e capacità di denuncia dei mali sociali e uomo di meditazione, di studio e di preghiera. Nella società romana in disfacimento seppe proporre concreti e forti ideali di vita. Il suo esempio fu decisivo per il rinnovamento della società.

1198, che gran moment...

La nòstra gent, stracca de fass schiscià, l'ha decìs de dì "basta" a la violenza, basta aì giboll, basta fass buttonà: 'è l'ora che se desseda ògni coscienza.

La vos la corr - la gh'ha on bel son alegher l'è ona vos che impieniss de giòia i coeur;
su la piazza riven de tucc i part, calen di borgh, vegnen de la cittaa, pront a sòfrì per liberà la terra, tutta gent che fadiga, che lavora però bon, quand occor, a fà la guerra.

Vun, sora on sass, el se mett a parlà: «Milan l'è fòrt, l'è senza pù paura, numm milanes semm pront a la battaglia.

El pòpol che gh'è chì ve le dimòstra che se pò andà a caval, doprà la spada e per quest, quand ghe ne sarà bisògn, ògnun difenderà la soa contrada.
Sì, de per numm, senza nissun aiutt.
Adess a se daremm on bon Statutt ch'el tegna cunt che ognun el qh'ha el diritto de vess padron dove el somena el gran: el nòster camp l'è quest: a l'è Milan.
El Comun el provvederà ai riform, e tucc sarann istess denanz la legg, sopportarem mai pù la prepotenza:
in nòmm de sant Ambroeus, gh'è la Credenza. Milanes, a l'è inutil lamentass che al dì d'incoeu tusscòss el gh'ha el velen, mettes a ragionà come andeghee e fa la frigna per quand la andava ben...

Basta, pientela lì de tira a oltra tutt quell de bon che gh'era l'alter ier: el temp antigh, la pas ò l'acqua ciara, altriment finissom 'me i furboni che corren nò per minga perd la gara

 

Alter che gran progett ò bei paròll poeu permett che ghe tratten coi baston, de incoeu bisògnarà che se decidom: se ghi emm anmò, tiremm foeura i cojon.

Sù, viscor milanes, sù desgaggemess, cerchemm de ricordass de on vint ann fà, quand a credeven de avegh giamò spientaa invece semm staa numm a dagh la paga e a casciai a cà soa mortificaa.

I ròbb hinn minga giust? Ben, revoltemes, vedaremm a la fin, chi vinciarà.

Tullo Montanari


STORIA DELLE CREDENZE

Aspetti generali e presenza delle Credenze negli ambienti comunali

Nel sistema amministrativo dei comuni medioevali, soprattutto lombardi, la Credenza era il consiglio di coloro che assistevano i Consoli nel governo e che era costituito dai più sapienti cittadini, cioè i boni homines , che, secondo testi dell'età barbarica, erano coloro cui fides admittitur o cui creditur , ossia i credenziarii o, anche silentiarii in quanto dovevano giurare nelle mani dei Consoli credentia , cioè segretezza sugli affari di stato. Esso divenne, pertanto, il germe del Senato o Consiglio degli Anziani o, anche, Consiglio minore, al quale venivano sottoposte segretamente, e al di fuori di ogni pubblicità, le questioni più gravi che il Governo doveva risolvere nell'interesse generale.
Su questa falsariga naquero, dalle fine del XII secolo le Credenze, speciali organizzazioni formate dal popolo e dalle arti minori che esprimevano il progressivo evolversi, all'interno dell'organizzazione comunale, verso ordini più democratici, in contrapposizione alla forma fino ad allora in essere e che privilegiava la presenza degli aristocratici e delle arti maggiori. Essi venivano radunati prima dai consoli e poi, dopo la pace di Costanza nel 1183 contratta tra Federico I Barbarossa ed i Comuni della Lega Lombarda, dai podestà, plenipotenziari originari da luoghi diversi da quello dove erano chiamati ad amministrare e sottoporsi al gradimento Imperiale.
L'adunanza avveniva in camera di consiglio e durante il suo svolgimento si sceglievano i Consoli, si nominavano i Magistrati comunali, si esaminavano e discutevano le deliberazioni relative ai negozi più delicati del Comune.Al di fuori della Lombardia e sulla falsariga della Credenza Milanese, vennero fondate quella di Pavia, detta di San Siro, mentre in Emilia, a Modena e Bologna, essa assunse la denominazione di massa populi e in Toscana, come in altre regioni, venne a fondare il commune populi.
In Lombardia il consilium credentiae si trova costituito fin dalla metà del 1100 con la partecipazione di un numero variabile di cittadini, da un minimo di cento o duecento fino ad un massimo di ottocento come avvenne, appunto, a Milano. Ma ad un maggior numero di rappresentanticorrispondeva una minore credibilità dell'istituzione, in quanto i Consoli, e poi i Podestà, si rivolgevano prima alle Credenze con minor numero di partecipanti, che erano detta maggiori, e poi a quelle con maggiore numero, che erano perciò dette minori, ed alle quali non sempre partecipavano gli esclusi dalle maggiori.
Dalla fine del XII secolo la Credenza venne chiamata consilium communis , costituendo così il consiglio minore della città, dal quale erano però escluse le classi minori quali gli artigiani, i mercanti ed i cittadini meno rappresentativi che a questo punto iniziarono a reclamare il proprio diritto a partecipare nelle scelte di governo.


DIRETTIVO IN CARICA 2018

Presidente: GIUSEPPE FRATTINI

Vice-presidente: GIANCARLO VOLPI

Consiglieri: PAOLO COLUSSI, ORESTE MAGRI', GABRIELLA POGLIANI, PIERLUIGI CROLA, ADRIANA SCAGLIOLA

Tesoriere: AMBROGIO COLOMBO


VI SPIEGHIAMO LO STEMMA

1 - Lo scudo partito in nero e bianco, come quello della primitiva Credenza del 1198, diviso in quattro campi dalla Croce Rossa Comunale
2 - Sant'Ambrogio con la Frusta e la data di fondazione dell'Antica Credenza (1198)
3 - L'anno della fondazione della Nostra associazione (1997)
4 - La scrofa semilanuta, la quale si vuole, secondo una delle tante leggende, abitasse la terra lombarda in tempi antichi e da cui sembra derivi il nome Milano, in latino "in medio lanum"
5 - La torre è il simbolo della famiglia Torriani che diede a Milano alcuni dei suoi più importanti Capitani del Popolo e Podestà ed alla Credenza noti Consoli
6 - Il Biscione, simbolo della famiglia Visconti che a Milano costituì la signoria, governando la città per circa duecento anni, facendola assurgere a capitale di uno stato che si estendeva dalla Lombardia al Canton Ticino e dal Feltrino alla Lunigiana. Il simbolo rappresentato, privo della corona, ossia prima che la famiglia assurgesse alla dignità "signorile"
7 - La Croce di San Galdino della Sala, vescovo di Milano tra il 1166 e il 1176, assurto a simbolo della libertà comunale contro l'intransigenza dell'imperatore Federico I detto il Barbarossa
8 - La frase significa "sarai meno schiavo del tuo domani se oggi sarai padrone di te stesso"

 

 

 


VUOI ESSERE SOCIO?

La Credenza può esistere solo grazie al sostegno economico dei soci e alla loro partecipazione volontaria alle iniziative. Iscriversi alla Credenza significa avere un posto in prima fila nella difesa di storia e tradizioni della nostra città.

quote per l'anno 2018

Socio sostenitore: 60,00 €
Iscrizione alla Credenza + corsi + conferenze: 140,00 €

Modalità di iscrizione :
Il sistema più semplice è quello di venire a trovarci in sede, in via Rivoli 4 a Milano previa appuntamento telefonico (02.45487985) : contestualmente al versamento della quota associativa e compilato il modulo per la "data privacy" e vi verrà consegnata la tessera.

E' anche possibile effettuare il pagamento della quota tramite bonifico bancario intestato a Antica Credenza di Sant'Ambrogio, IBAN IT 61 I 033 5901600 100000 119536 . Ricordatevi di inserire la causale del versamento e i vostri dati. Abbiamo comunque bisogno che ci firmiate il modulo per la data privacy compilato (potete inviarlo per posta ordinaria, via fax o come scansione via posta elettronica). Vi verrà poi spedita la tessera.

Per altre informazioni e delucidazioni, potete contattarci tramite telefono o e-mail

Antica Credenza di Sant'Ambrogio - Via Rivoli, 4 - 20121 Milano - Tel/Fax 02.45487985 - P. Iva 13386840154